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Glam geek

Archivio: febbraio 2012


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Troppo Twitter fa male. Parola del suo co-fondatore, Biz Stone. Sorpresi? Dubbiosi sul perché si stia tirando la zappa sui piedi? Bah, con il risultato appena raggiunto dei 500 milioni di utenti, forse, può anche permetterselo. E comunque, la sua provocazione fresca fresca è solo un escamotage per suggerire proprio a quei 500 milioni e passa di utenti come usare il microblogging più famoso al mondo: SOLO E SOLTANTO per trovare e dare notizie (e non per cazzeggiarci dall’inizio alla fine della giornata lavorativa).
E, allora, tra i guru del web si fa strada l’idea che, prima o poi, i tweet si allunghino. Ma Biz è già pronto a stopparli: 140 caratteri sono, 140 caratteri rimangono, fa sapere. Come a dire: vi stanno troppo stretti? Peggio per voi.
E comunque, si può sempre ripiegare sulle applicazioni che consentono di twittare dei veri e proprio papiri. Tanto per citare le più utilizzate:
PRISM TWEETS
Dà anche la possibilità di abbellire i cinguettii con colori ed emoticons.
TWITLONGER
È uno dei primissimi tool che consente di digitare fino a migliaia di battute;
INFINITE TWEET
Tweak perfetto per iPad, ha anche la funzione di traduzione dei tweet.
TALL TWEETS
Spezzetta il messaggio in tanti più corti, da 140 caratteri l’uno – ovvio -, e li pubblica in sequenza, uno dietro l’altro.
Giuste o sbagliate, che snaturino o non snaturino la vera essenza di Twitter, poco importa. Sta di fatto che queste app si fanno strada tra i tweep, i veri smanettoni del social network, quelli da followare per forza, quelli a cui abbiamo dedicato un articolo nel numero di Glamour di marzo, che è già in edicola.
Eccone un assaggio.
TWEEP

Categorie: Hi-news

Gli ultimi rumours lo vogliono addirittura resistente all’acqua. Obiettivo: non separarsi dall’iPhone nemmeno sotto la doccia. E poi? Quali altri superpoteri (veri, presunti o falsi) verranno appioppati al 5g prima che esca davvero (forse, e sottolineo forse, il prossimo futuro)?
Sta di fatto che, se fosse realmente impermeabile, sarebbe perfetto il concept pensato dallo studio Ciccarese Design: propone una versione del device Apple tanto atteso a forma di goccia (anche se qualcuno dice lacrima). E in rete ne vanno già tutti matti. Me compresa.
In realtà, è chiaramente ispirato al Magic Mouse, sia per forma sia per dimensioni. E lo si capisce alla prima occhiata. A una seconda, si nota anche che lo schermo sembra più grande, la mela morsicata posizionata sul retro si illumina e la fotocamera è al centro della parte posteriore.
Ovviamente, c”è chi non ha perso tempo e si è subito espresso sulla poca funzionalità del concept. Funzionale o no, resta b-e-l-l-i-s-s-i-m-o. Vero?

Categorie: Hi-news

Le cose belle mi hanno insegnato ad amare la vita. (Bob Marley)

È un po’ che avevo in testa di scrivere questo breve post per segnalarvi il mio blogzine preferito in assoluto: Cosebelle Magazine.

Sì, lo so, non è nuovo nuovissimo. Ma c-h-i-s-s-e-n-e-i-m-p-o-r-t-a. Io lo sbircio almeno una volta al giorno, perché mi fa lo stesso effetto che la polverina magica fa a Pollon.
Ve la ricordate?

Sì, Cosebelle Magazine mi mette allegria: con le sue notizie leggere ma sempre intelligenti dal mondo del design, della fotografia, della moda, della cosmetica, della musica, del cinema, dei viaggi, dei libri…; con la sua grafica retrò che sembra uscita da un classico della Disney come Fantasia; con i suoi colori pastello che mi ricordano la glassa dei cupcake; con le sue immagini mai banali e super ricercate…
Fidatevi e buttateci un occhio.
Cosebelle Magazine è anche su Facebook e su Twitter.

Categorie: BlogosphereMeno male che ci sei

La scena è sempre la stessa con la mia cuginetta Irene di poco più di tre anni.
Io: «Ciao pupetta!».
Irene: «Ciao Chiaetta!».
(La R proprio non riesce ancora a pronunciarla, anche se si impegna tantissimo).
Irene: «Posso cuiosare nella tua bossa?».
E prima ancora che le dica di sì, la sua faccia e le sue manine ci stanno già sprofondando dentro. Obiettivo: appropriarsi del mio nuovo lip gloss  e, in questo modo, creare un diversivo. Per arrivare a lui. Il vero obiettivo. L’iPhone. Ma non certo per aprire tutte le app possibili e immaginabili, come chiunque s’aspetterebbe. Eh no, troppo facile. Irene è interessata a testare la capacità del melafonino di resistere agli urti, facendolo combattere con il suo finto (e sottolineo finto) BlackBerry. Irene lo mette alla prova facendolo scivolare sul parque nemmeno fosse una saponetta. Irene tenta anche di usarlo come spugnetta, quando rovescia l’acqua.
Se anche il vostro iPhone si trova spesso a fronteggiare delle Irene come la mia, vale la pena prepararlo. Anzi, rivestirlo. Ma non con le solite cover di gomma, che lo fanno assomigliare tanto, troppo al telecomando della nonna (e non me ne voglia la nonna). Bensì con un gadget che lo rende ancora più giocattolo agli occhi dei bambini e ancora più sicuro ai nostri occhi. Sto parlando della custodia Tante App-tività di Fisher-Price.

IL GADGET IN UN TWEET Una specie di sonaglio ad anello coloratissimo con, al centro, uno spazio per incastrarci e chiuderci dentro lo smartphone.
IL GADGET SECONDO ME
Il salvavita dell’iPhone.
TUTTO (MA PROPRIO TUTTO) QUELLO CHE POTETE FARCI Una volta posizionato il cellulare all’interno della custodia Tante App-tività e girata la serratura per una totale protezione, può essere addirittura gettata per terra: è fatta di una gomma molto resistente (fidatevi, l’ha provata Irene). In più, una pellicola trasparente avvolge lo schermo.
COMPATIBILE CON iPhone 1G, 3G, 3GS, 4, 4S, iPod Touch 2G, 3G e 4G. E bambini dai sei mesi in su.
COSTO € 21.
IN PIÙ Su iTunes è possibile scaricare gratis le applicazioni Fisher-Price Laugh & Learn.

Categorie: Yes, gadget

“Spesso la gente non ha le emozioni chiare, altro che le idee”. L’autore di questa chicca è uno dei miei preferiti in assoluto, Diego De Silva. La regala nel romanzo Non avevo capito niente (titolo che – per altro – si adatta perfettamente a questa fase della mia vita). Chissà se la riscriverebbe papale papale dopo essersi iscritto a EmotId? Sì, perché EmotId è il primo social network dedicato agli stati d’animo, che aiuta a capirli, dare loro un nome e, – come ogni community che si rispetti – a condividerli. È tutto italiano, con tanto di app per iPhone e iPad (e presto anche per Android).

L’IDEA
L’ha avuta Michele Fariselli, imprenditore bolognese che ha abbandonato il business dell’informatica delle grandi aziende per dedicarsi alla cosiddetta intelligenza emotiva. Ma poi si è avvalso di una schiera di psicologi e programmatori, visto che il suo obiettivo è chiaro, molto chiaro, e ambizioso, molto ambizioso: «Rompere lo schema della maggior parte dei social per cui i contatti si selezionano in base alla foto del profilo e non a motivazioni, come dire… un po’ più profonde».

PER DIVENTARE “EMOTIDER”
Le premesse vi piacciono (tanto quanto sono piaciute a me)? Vi regalano sensazioni positive – giusto per stare in tema? Allora, iscrivetevi (è gratis). Potete farlo anche passando attraverso l’account di Facebook, di Twitter o di Gmail. Poi, scegliete un emoTag, una specie di avatar che vi descrive fisicamemte (anche se non è obbligatorio). Lo step successivo? Iniziate a condividere il vostro stato d’animo: individuatelo tra ben 50 emozioni predefenite. E sia chiaro: tutti lo vedono, perché su EmotId i profili sono pubblici. E tutti possono commentarlo (con un’emozione, ovvio: un’emozione dell’emozione). Ah, dimenticavo: è possibile rilanciarlo anche su Fb and co..

LA VERA FIGATA
Si chiama emoTips. In soldoni, si tratta di consigli di esperti per modificare gli stati d’animo negativi (ma non solo). Dai film alle canzoni, dai look al make-up, dalle ricette di cucina ai vini, dagli sport ai viaggi: i rimedi sono individuati da veri e proprio guru di settore. Qualche nome per avere un’idea? Dawn Del Russo, fashion blogger newyorkese; Bruno Serato, cuoco di fama internazionale e primo italiano a entrare nella Cnn top 10 heroes 2011, classifica che il network televisivo americano stila ogni anno scegliendo fra 40mila persone che, con il loro impegno, cambiano il mondo; Loretta Napoleoni, economista; Mirco Della Vecchia, campione nostrano di cioccolateria; Andrea Gori, vice campione europeo di sommelier…

Scommettiamo che anche i più razionali saranno presto EmotId-addicted?

Categorie: Social Life

Nella storia di Facebook è indubbiamente il cambiamento più detestato-stroncato-condannato-criticato. Tanto che, secondo un recente sondaggio realizzato da Sodahead, il 70 per cento degli intervistati fa fatica ad abituarsi. Anzi, non si vorrebbe proprio abituare. Sì, sto parlando della “famigerata” Timeline o Diario.

L’interfaccia grafica di Fb, che ha compiuto da poco due mesi e che a breve dovrebbe diventare obbligatoria per tutti (secondo il blog ufficiale del social network lo switch off sarebbe imminente, questione di una manciata di settimane), non ha mai convinto nemmeno me. E continuo a starne alla larga. I motivi? Ecco i più gettonati tra i blogger, ma che sono anche i miei:
1. è caotica;
2. è stalker-friendly: se non si è attenti a impostare il livello di accessibilità, tutti arrivano facilmente a sapere tutto di tutti;
3. piazza in bella vista – tra i cosiddetti highlight – foto (magari, con tag a tradimento) che gli utenti speravano ormai seppellite da milioni di post molto più recenti;
4. una volta convertiti al nuovo layout, non si torna più indietro. Insomma, il passaggio è i-r-r-e-v-e-r-s-i-b-i-l-e (paura, eh?!).
Tranquillizzatevi, almeno sul quarto punto: è possibile tornare al buon vecchio profilo. Ok, il metodo non è proprio dei più ufficiali né tanto meno benedetto da Mark Zuckerberg in persona. Ma, per una volta, chissenefrega. Dovete solo sperare di avere l’ultima versione di uno di questi due browser: Firefox di Chrome o Google Chrome (NON Safari di Apple e NON Internet Explorer di Microsoft). E seguire alla lettera le istruzioni che trovate qui.
In barba ai fake che girano in rete da quando Facebook si è rifatto la faccia e che prometteno di cancellare tutti i segni della plastica chiamata Timeline (promesse da marinaio, solo promesse da marinaio), quelli di Tecnocino.it hanno finalmente trovato un modo che dovrebbe funzionare davvero: sia con Firefox di Chrome sia con Google Chrome si tratta di fare un cambio di “user agent”. E quindi, molto banalmente, di andare a modificare le impostazioni del browser. Fattibile, anche per i non-smanettoni.
Sia ben chiaro: questo metodo consente a chi lo mette in pratica di tornare a visulizzare il vecchio profilo, ma NON ai suoi contatti, che continueranno cioè a vedere la Timeline.
A questo punto, una domanda mi sorge spontanea: quando il Diario sarà un must per tutti (nessun utente escluso), che succederà? Diventerà necessario (re)impostare il browser? E, a quel punto, l’operazione si complica oppure no?

Categorie: Hi-newsSocial Life

I fan dell’iphoneography la stavano aspettando da tempo. Perché completa l’applicazione fotografica per eccellenza: Hipstamatic. Ecco spiegato il motivo per cui, da qualche giorno, in rete non si parla d’altro che di questa nuovissima app. E ora, dopo averla provata, lo faccio anch’io.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COME SI CHIAMA Hipstamatch.
DA NON CONFONDERE CON HipstaHelp.
COSA FA (IN UN TWEET) Permette di visualizzare in anteprima l’effetto fotografico che si otterrà abbinando soggetti e ambienti a lenti e pellicole di Hipstamatic.
COME FUNZIONA (RIGOROSAMENTE IN POCHI STEP E A PROVA DI TECH-ILLITERATE)
1. Fate il download dell’applicazione dall’iTunes Store. Vi costa € 0,79, il prezzo minimo delle app.
2. Aprite Hipstamatic, combinate rullini, flash e lenti a vostro piacimento. Ma, alt: non scattate subito.
3. Tornate su Hipstamatch, passate in rassegna le sette immagini predefinite, finché non vi imbattete in quella che per soggetto e ambiente si avvicina di più alla foto da realizzare.
4. Individuata? Bene! Sopra all’immagine trovate tutte le lenti che Hipstamatch rileva in automatico dai vostri “Pak Hipstamatic” (questa impostazione è mooolto intelligente, vero?), sotto i rullini. Non vi resta che ripetere la combinazione che pensavate di utilizzare e verificare il risultato. Non vi piace? Poco male: mixate altre lenti e altre pellicole.
LA SFIGATA N°1 Servirebbe una maggiore varietà di immagini predefinite. Mancano, soprattutto, quelle che ritraggono persone.
LA SFIGATA N°2 Scordatevi i flash: almeno in questa prima versione, l’app non li prevede.
DA ABBINARE Al libro Fotografare con l’iPhone di Stephanie C. Roberts (Logos). Qui c’è tutto (ma proprio tutto) quello che dovete sapere per rendere il melafonino più efficace di molte, moltissime fotocamere digitali compatte.

Categorie: What'(s) App

Nonostante San Valentino sia bello che archiviato (e per fortuna – starà dicendo qualcuna di voi), ecco un’applicazione per innamorati. Ma un po’… come dire… comodi, che non hanno voglia di scervellarsi a trovare ogni giorno (o, addirittura, più volte al giorno) messaggi romatici o frasi a effetto.
COME SI CHIAMA Report Your Love.
Report Your Love

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DA NON CONFONDERE CON Tag Your Love.
COSA FA (IN UN TWEET) Una volta installata su due iPhone (o iPad), permette di inviarsi (tra loro) notifiche d’amore automatiche o “pensierini”.
COME FUNZIONA (RIGOROSAMENTE IN POCHI STEP E A PROVA DI TECH-ILLITERATE) 1. Fate il download dell’applicazione dall’iTunes Store.
2. Createvi un micro profilo compilando i campi obbligatori.
3. Loggatevi inserendo l’indirizzo di posta elettronica e una password.
4. Scegliete un avatar con cui firmare notifiche e pensieri: Angel, Devil, Nerd, Romantic, Sexy o Vampire.
5. Inviate al vostro amore la richiesta di scaricare Report Your Love (la riceverà via mail).
6. Dal momento in cui l’accetta (e scarica l’app), ogni volta che avete tra le mani lo smartphone, non dovete fare altro che aprire il programmino e cliccare “Ti penso”. Arriva a destinazione in tempo zero. Ma anche lo sbattimento è pari a zero.
7. Volete tenere monitorati i “Ti penso” inviati e ricevuti? Andate su “Report”: li trovate visualizzati su un grafico sempre aggiornato.
SE NON BASTASSE Potete anche sbizzarrirvi/impegnarvi a comporre e inviare messaggi romantici.
LA SFIGATA N°1 Non sono previste notifiche. Dunque, dovete ricordarvi di andare ogni tanto a controllare che il vostro amore vi stia subissando di “Ti penso”. E ricambiare, ovvio.
LA SFIGATA N°2
Vi rendere subito conto quanto (o quanto poco) siete nella testa, nel cuore e nel melafonino del vostro lui (o della vostra lei).
COSTO € 0,79.

Categorie: What'(s) App

A San Valentino tutto può succerere. O, forse, era Natale. Comunque. Sta di fatto che, in occasione del 14 febbraio si annuncia una piccola tregua tra iPhone e BlackBerry. Anzi, più di una tregua: l”uno perderà la testa per l’altro. Sì, avete letto bene.
A fare da Cupido, i creativi di LipsiaDESIGN
. Forse li avete già sentiti nominare. Hanno lanciato le instanTshirt, le magliette di grande attualità e sempre sul pezzo. Guardate qui alcuni modelli:
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E, adesso, rendono omaggio alla festa degli innamorati. A modo loro. Con una nuova instantTshirt, ovvio. «Che porti un messaggio chiaro, pensato per superare lo stretto significato di quel giorno», spiega Stefano Ramponi, Ceo & Founder LipsiaDESIGN. «Perché il segnale lanciato è un tributo alla volontà e al coraggio che sanno superare ostacoli e differenze. Anche le più insormontabili. L’energia più potente al mondo è l’amore. E questa creazione da indossare lo certifica. Insieme alla consapevolezza di come, mai come ora, amare voglia dire sfidare le convinzioni».
E, allora, ci sta che i melafonini si infatuino dei BB. «Da sempre rivali», continua Ramponi, «i due modelli di smartphone simbolo dell’always on si trasformano nei protagonisti di una favola grafica, dove i “nemici” interagiscono in nome della passione».
Se questa favola vi piace e volete acquistare la instanTshirt, linkate qui.
LipsiaDESIGN

Categorie: For your wish listMeno male che ci seiYes, gadget