Concedetevi (e concedete a questo blog) una pausa dallo shopping natalizio. Guardatevi attorno. Vedete qualcuno con un iPhone in mano che scatta un’istantanea a qualcosa che vi sembra insignificante? Che so, un post-it lasciato sulla macchinetta del caffè, un pacchetto di sigarette distrattamente abbandonato su una pila di vecchi giornali, una macchia sul finestrino del treno…? Be’, statene certi, finirà in direttissima su Instagram, il social fotografico click’n'share. Con i suoi 12 milioni di utenti e la recente elezione ad applicazione dell’anno – si è piazzata al primo posto della classifica Rewind di Apple -, non c’è da stupirsi che abbia anche una community di fan nel mondo in continua crescita. Si chiama Instagramers. L’idea di aprirla è stata di un new media manager spagnolo, Philippe Gonzalez. E l’idea di farne una versione tutta nostrana, Instragramers Italia appunto, è stata della community manager Ilaria Barbotti.
Come ti è balenata in testa?
«Da vera igers, e cioè Instagram(ers) addicted, ho pensato di “istituzionalizzare” un gruppo decisamente più local, dove ogni membro potesse postare gli scatti rubati alla propria città: Torino, Milano, Modena, Roma… Ho scritto a Philippe, mi ha dato l’ok e lo scorso aprile sono partita con il progetto».
Un po’ come se i fedelissimi di Facebook si organizzassero per paese di provenienza e avessero uno spazio digitale in cui raccogliere gli status o i link del posto in cui vivono? Tipo, Facebookers?
«In questo modo, se volessero incontrarsi di persona, sarebbe molto più facile. Già, perché su Instragramers Italia non ci si limita a condividere mobile photo con un comun denominatore e a sentirsi un po’ artisti. Quando è possibile, ci si dà appuntamento in un IstaMeet, un evento preparato e promosso in rete. Ne abbiamo già organizzati alcuni, tra cui uno a Milano e uno a Venezia».
Non so perchè, mi immagino una specie di flash mob in cui i partecipanti si mettono tutti a scattare foto su foto contemporaneamente…
«Fuochino. Nel senso che, durante il raduno, si lanciano dei contest, delle competizioni, tipo: realizzare al volo istantanee sulla base di temi scelti. E, alla fine della giornata, si premiano le più belle».
E, di solito, quali sono le più belle?
«Quelle con personalità. Le stesse che su Instagram non conquistano giusto-giusto il like degli amici, ma fanno tendenza, lanciano quasi un genere fotografico».
Qual è il futuro prossimo di Instagram?
«Da un certo punto di vista è molto simile a quello di Foursquare. Le aziende impareranno a sfruttare il suo potenziale, a usare questa app per farsi pubblicità e attirare nuovi clienti. Alcune più lungimiranti lo stanno già facendo: Epson, Wind, The Rabbit Agency…».
Ma chissà se continuerà a “girare” esclusivamente su iPhone. I rumor su un imminente rilascio per Android, sistema operativo per smartphone concorrente a iOs di Apple, sono ogni giorno più insistenti.
E il futuro prossimo di Instagramers Italia?
«Attirare nuovi gruppi. Ora siamo a quota 30. Chi volesse aprirne uno per la sua città, può rivolgersi direttamente a me, scrivendo a igersitalia@gmail.com, dopo aver buttato un occhio alla pagina di Facebook: www.facebook.com/instagramersitaly».

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