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Glam geek

Simone Favarindi Simone Favarin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Consiglio: leggete questo articolo ascoltando Cool – The Time

 

 

 

Devi trovare il pezzo giusto, devi inciampare e continuare a cercare, come il mare che abbraccia la sua spiaggia, perché senza di lei non ci sarebbe lui. (Giulia Carcasi)

 

 

social network StumbleUpon

Oggi vi farò inciampare! Sì, inciampare, avete capito bene.
Come? Grazie a un nuovo social network, che ha già 15 milioni di membri e su cui io scommetto. Si chiama StumbleUpon, ed è fantastico. Se le cercate su Google, ecco la definizione che trovate: StumbleUpon is a discovery engine that finds the best of the web, recommended just for you.
In pratica, vi loggate (ma potete anche non registrarvi e usare Facebook Connect), si apre una toolbar apposita sul vostro browser; a questo punto, potete personalizzare i vostri interessi, digitare cosa cattura la vostra attenzione e poi… inciampare! Inciampare in siti, video, foto, news, articoli… perfettamente in linea con le vostre preferenze e consigliati dagli altri utenti. Fidatevi, neanche se cercaste per anni sui motori di ricerca, non otterreste risultati così azzeccati e precisi.
La toolbar rimane attiva, così, mentre navigate sui vostri blog preferiti, contribuite a soddisfare le richieste degli altri tumbleuponer, cliccando “lice”.

Allora, pronti a inciampare?
P.S. Cari blogger, sappiate che StumbleUpon porta molto traffico, se lo usate correttamente. Ma io non vi ho detto nulla :)
Alla prossima!

 

 

Voci dalla rete anche su:
www.needful-things.it
http://twitter.com/needful_tweet
http://www.facebook.com/pages/Needful-Things/183130818410210
http://www.youtube.com/needfulthingstv

Categorie: Needful things

Simone FavarinOggi vi segnalo il nuovissimo sito di Simone Favarin, trend setter del web che collabora (per mia e vostra fortuna) a questo blog. Prendete nota: www.needful-things.it. Ma potete seguirlo anche su su Twitter, su YouTube e su Facebook. Cosa ci trovate? Tante, tantissime voci, notizie, e novità dalla rete rigorosamente in real time. Per essere sempre più che aggiornati. Ma, mi raccomando, non consideratelo un semplice magazine on line. È molto, molto di più. Buttateci un occhio e… scommettiamo che lo mettete subito tra i vostri “preferiti”?

Categorie: Hi-newsNeedful things

Simone Favarindi Simone Favarin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Consiglio: leggete questo articolo ascoltando Let’s Go Crazy di Prince

 

 

 

La needful thing di oggi è stata testata dal sottoscritto per circa tre settimane. E continuo a usarla. Perché mi permette di risparmiare tempo, tempo e ancora tempo.
Ditemi: che browser avete? Chrome? Firefox? Safari? E ora contate quante finestre o tab avete aperti contemporaneamente. Nel primo, avrete sicuramente Google News, per essere sempre aggiornati. Nel secondo e terzo, due dei vostri blog preferiti. Nel quarto, Facebook (non può mancare). Nell’ultimo, Youtube. Giusto?
Bene, come fate a sapere quando è apparso un nuovo articolo nel vostro blog, una nuova notizia su Google News, un nuovo aggiornamento di status su Facebook…, senza andare direttamente sul tab relativo? Con ROCKMELT.
Rockmelt per browserSi tratta di un browser che potete scaricare facilmente a questo indirizzo: www.rockmelt.com. Si installa come qualsiasi altro browser. È basato sul motore di Google Chrome, ma ha due aggiunte: una alla vostra destra e una alla vostra sinistra, dello schermo naturalmente.
Alla vostra destra avete gli amici on line su Facebook, in modo da essere più rapidi con la chat; ma anche le notifiche e i messaggi di posta.
Alla vostra sinistra, invece, avete dei piccoli tab, che salvano gli RSS di ogni sito visitato. Potete scegliere di aggiungere i vostri preferiti. Come fareste con le app dell’iPhone.

 
P.S. Se vorrete poi una modalità  più silenziosa e standard per non essere bombardati o distratti da news e aggiornamenti, vi segnalo in alto a destra il tasto Quite mode. E il vostro browser come per magia nasconderà le finestre e tornerà tutto uguale a Google Chrome.

 

 

Si può desiderare di più?
E, allora, cosa aspettate: downloadate RockMelt!!!

Categorie: Needful things

04lug
2011

È tempo di e-sms

A dirla tutta, ho coniato io la parola e-sms. Perché rende bene l’idea. Con la nuovissima applicazione Web SMS di Skebby, infatti, potete inviare messaggi di testo, singoli o di gruppo, come se fossero delle mail. Ovviamente, dal pc ai cellulari (anche e soprattutto ai classici telefonini-muletto: è già tanto che siano wap, ma in spiaggia hanno la meglio sui ben più delicati smartphone).
E, allora, non stupisce che il suo inventore, Davide Marrone, definisca quest’app una specie di “Gmail per gli sms”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco tutto quello che vi permette di fare:
- scrivere messaggi fino a 1600 caratteri: altro che 160!;
- programmarne la spedizione (data e ora);
- memorizzarli per poterli riutilizzare o inoltrare;
- inviarli completamente gratis a tutti coloro che hanno Skebby sul cellulare. E a chiunque altro nel mondo a partire da 5 cent;
- creare infiniti gruppi o liste di contatti a cui spedire gli sms con un solo click;
- salvare i destinatari on line;
Volete provare a inviare qualche e-sms? Iscrivetevi qui.

Categorie: Hi-newsMeno male che ci seiWhat'(s) App

E va bene, lo ammetto. Quando avevo 15/16 anni, ero anch’io una fan sfegata dei Take That. Di quelle che scrivono il nome di Mark Owen sui libri del liceo, non si perdono un concerto e dormono con la maglietta acquistata proprio lì.
E, allora, ecco un’altra ammissione: appena ho saputo che il 12 luglio sarebbero tornati a esibirsi, tutti e cinque (Robbie Williams compreso), a San Siro, ho cercato di procurarmi i biglietti. Una specie di tuffo nel passato. Un po’ quello che fa la mia collega, classe 1974, ogni volta che rivede Sposerò Simon Le Bon. Solo che… i biglietti, in soli pochi giorni dall’inizio delle prenotazioni, sono letteralmente andati a ruba. Basti dire che i circuiti internet, dove è possibile comprarli, sono letteralmente andati in tilt.
Per fortuna, c’è la tecnologia! Giovedì 7 luglio, dalle 21.30, in corso Como 5, a Milano, Samsung, sponsor ufficiale del Progress Live Tour 2011 della band inglese, videoproietta in 3D, sulla facciata di uno stabile, uno show unico.
Così, se non posso vedere Mark Owen dal vivo, posso almeno ammirarlo a tre dimensioni!
Trovate tutte le info sulla pagina di Facebook: http://www.facebook.com/SamsungforTakeThat

 

 

 

 

 

 

Categorie: Hi-newsMeno male che ci sei

Simone Favarindi Simone Favarin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Consiglio: leggete questo brano ascoltando Light My Fire dei Doors

 

 

 
«La vita genera vita.
L’energia crea energia.
Ed è dando fondo alle proprie energie che si diventa ricchi».
Sarah Bernhardt
Eccoci al nuovo gadget di cui non potrete più fare a meno. Si chiama Energizer Inductive Charger.

 

 
Ecchecos’è questo giocattolo che vi consiglio? Si tratta di un dispositivo (bello da vedere e da esporre sulla scrivania) che permette di ricaricare fino a tre device contemporaneamente, che consumino più di 5 w.
Al momento funziona solo su due famiglie di smartphone (iPhone e BlackBerry), ma presto potrebbe diventare u-n-i-v-e-r-s-a-l-e.
Inserite il vostro cellulare in un guscio appositamente creato da Energizer e poi lo appoggiate sulla tavoletta Qi (tra l’altro, i cinesi chiamano così l’energia interna del corpo umano). Semplice, no? E il vantaggio è doppio: proteggete il telefonino e lo ricaricate in modo innovativo.
L’Energizer Inductive Charger ha anche una porta USB a cui attaccare altri gadget che hanno la batteria a terra, quali: lettori MP3, navigatori…

Categorie: Needful things

Non so voi, ma io faccio sempre così: giro un video con lo smartphone, collego quest’ultimo al pc (di solito con un cavo) e ci trasferisco il filmato.
Be’, da oggi cambio. Perché ho scoperto Qik Desktop, la prima applicazione che mi permette di gestire le clip realizzate dal teleofonino con Qik, sincronizzarle automaticamente con il mio computer (me le memorizza sul desktop, come fa immaginare il nome dell’app) e condividerle sui social network con un semplice drag-and-drop oppure organizzarle in una vera e propria videoteca.
Per scaricarla è necessario andare sul sito http://qik.com, altrimenti collegatevi allo Store della Apple o al Market di Android.
Volete saperne di più? Cliccate qui.

Categorie: Hi-newsWhat'(s) App

Da qualche giorno tutti ne parlano. Dai colleghi di Rolling Stones e XL ai vicini di scrivania di Vanity Fair. Senza contare i blogger di musica, che hanno già definito I Cani, la band rivelazione dell’anno. Alt: non ho intenzione di parlare di musica. Sono solo rimasta molto colpita dalla scelta di questo gruppo di montare il primo video, Hipsteria, utilizzando l’applicazione fotografica per iPhone Hipstamatic. Guardate la clip, presentata in anteprima assoluta sul sito dei “cugini” di Wired:

 

 

È costruita accostando uno dopo l’altro, in modo molto casalingo ma funzionale, gli scatti fatti con una delle app più scaricate di sempre.
E se realizzassimo tutti così i filmini delle vacanze 2011 e poi li postassimo?
L’idea de I Cani è, comunque, la dimostrazione che, ormai, con il melafonino si può fare davvero di tutto. E, in particolare, che le applicazioni possono essere sfruttate per uno scopo che nemmeno i loro sviluppatori hanno immaginato. Ne avete qualcuna, che usate in modo alternativo, da suggerire?

Categorie: Hi-newsWhat'(s) App

Simone Favarindi Simone Favarin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Consiglio: leggete questo post ascoltando Shake Your Tail Feather di Ray Charles featuring The Blues Brothers

 

 

 

 

Woody Allen. Un genio.

 

 

Scommettiamo che la geolocalizzazione non più dei luoghi ma delle persone è il trend dei prossimi anni?

Adesso mi spiego meglio.
Immaginate. Immaginatevi in un museo o in un cinema. Insomma, scegliete un luogo pubblico qualsiasi.
Sì, io mi immagino in una galleria.
Sono lì con il mio smartphone. Faccio check-in su Foursquare. Diamine, il mondo deve sapere dove sono! Specie il “mio” mondo.
Mi aggiro tra le opere. Mi colpisce il profumo dell’arte misto al silenzio del posto.
Ma ecco che noto una ragazza (non me ne voglia la mia! Del resto, questa è solo una storia per spiegare meglio una tendenza). Ha i capelli rosso corvino e, sì, è oggettivamente bella, più del Cezanne che mi inebria lo sguardo di luce.
Domanda A: chi sarà?
Domanda B: come posso scoprirlo, se non incappando in situazioni come quella di Woody Allen?

Semplice. Con Sonar.me. Si tratta di un’applicazione, ancora in fase beta, che segnala sullo smartphone, tramite Foursquare, tutte le persone accanto a noi e che hanno fatto il check-in nel nostro stesso momento. Con un rapido sguardo, potremo visualizzare e associare la foto del profilo della persona che ci sta di fronte e sapere i suoi dati: nome, cognome  e altre info personali a seconda dell’impostazione dell’utente, un po’ come Facebook. E poi, con un minimo di audacia, potremo anche mandarle un messaggio privato in tempo reale.
Il futuro del corteggiamento è tutto qui.
Riuscirà, però, la tecnologia a non intaccare l’emozione che si prova nell’avvicinarsi in punta di piedi a uno sconosiuto e chiedergli: «Ciao, come ti chiami?».

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GrindrSe solo ci fosse una versione di Grindr per eterosessuali… Avanti, chi non l’ha pensato, specie dopo aver visto come funziona quest’applicazione per iPhone, BlackBerry e Android, che individua via gps gli omosessuali e i bisex iscritti alla community.
La buona notizia è che l’ha pensato anche il fondatore, Joel Simkhai. E non si è limitato a pensarlo! In un’intervista (molto divertente) al New York Observer ha annunciato che, a due anni dal lancio e dopo aver conquistato due milioni di utilizzatori in 192 Paesi diversi, debutterà entro la fine dell’anno Grindr per donne e per etero.
Nessuna anticipazione sulle caratteristiche della nuova app. Ma l’inventore si è lasciato scappare il nome in codice del progetto a cui sta lavorando con il suo team: Amicus. Già, perché come spiega al giornalista del settimanale americano, Grindr serve a trovare, prima di tutto, compagni intesi come amici, appunto. Poi, se sono rose, fioriranno! Come è successo a uno degli utenti preferiti da Joel: un militare dell’Aeronautica in missione in Iraq e in Kwait, che ha usato l’applicazione per conoscere omosessuali tra le forze armate e la gente del posto e, in un secondo tempo… be’, potete immaginare o andare a leggere tutta l’intervista.

Categorie: Hi-news