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Glam geek

È sempre così: divoro romanzi su romanzi e, anche a distanza di anni, mi ricordo perfettamente i nomi dei protaganisti, i più piccoli dettagli legati all’ambientazione, gli snodi delle trame… ma i titoli, quelli proprio no, non mi restano in mente. Risultato: non riesco mai a consigliare un libro uno.
Book Crawler appFino a ora. Finalmente ho scoperto Book Crawler, l’app gratuita per iPhone e iPad che mi aiuta a tenere traccia di tutte le mie esperienze letterarie. Infatti, funziona come datebase per catalogare e memorizzare i testi che leggo: ne scansiona i codici a barre (prima, però, è bene procurarsi l’applicazione aggiuntiva Pic2shop) e, in un click, recupera tutti i dati della mia biblioteca, senza che li debba digitare. Non solo. Grazie alla geolocalizzazione, è anche in grado di dirmi quali sono i best seller più gettonati nel luogo in cui mi trovo: ideale per non restare tagliata fuori dai dibattiti sotto l’ombrellone o lungo un sentiero di montagna.
I primi libri che ho salvato? Le ho mai raccontato del vento del Nord e il seguito: La settimana onda, di Daniel Glattauer. Perfetti per mail-dipendenti.

Categorie: What'(s) App

Meglio cambiare, nè! Diceva più o meno così Luciana Litizzetto in una famosa campagna pubblicitaria di qualche anno fa. Che l’abbia intercettata su YouTube anche Mark Zuckerberg? Del resto, negli ultimi tempi non fa altro che mettere in pratica il tormentone della comica di Che tempo che fa. Prima i gruppi, poi i numeri di cellulare, dopo ancora le chat… insomma, una specie di beta perpetuo. Che, secondo quanto si legge su Mashable, il blog di news dal mondo della tecnologia più autorevole e popolare al mondo, non sembra destinato a finire. All’orizzonte, si profila l’ennesima novità: prestissimo, Facebook raggrupperà i flussi di aggiornamento di status per temi. Addirittura, qualcuno sostiene abbia già iniziato. E, infatti, in rete circolano già i primi commenti: tutti negativi.
Ora, non credo che questa sia la peggiore delle modifiche a cui ci si debba abituare. Anzi, a dirla tutta, mi sembra quantomeno funzionale, specie per chi – come me – fa un uso più “informativo” del social network. Però, eddai, è snervante questo cambiamento continuo. Capisco che Mr. Zuckerberg si senta minacciato da Larry Page e Sergey Brin; il loro Google+ sta registrando una crescita record: 25 milioni di utenti dal 28 giugno. Per arrivare allo stesso risultato, Fb ci ha impiegato ben tre anni! Capisco che, a certi livelli, gestire la smania di migliorare, non sia semplice. Ma, a volte, NON è meglio cambiare.

 

 

Categorie: Hi-newsSocial Life

Anche se le corna non si vedono allo specchio, smascherare un partner fedifrago – per fortuna, dei traditi – è sempre più facile. Che sia serial-collezionista, occasionale o quello che gli esperti chiamano “parallelo” (e cioè ha fatto del tenere il piede in due scarpe quasi una professione), beccarlo e, perché no, sputtanarlo, può diventare un gioco da ragazzi. Grazie alla rete.
Dopo Cheateralert, spopola in Usa Cheaterville.

sito per pizzicare i tradioriA me l’ha segnato una sessuologa-amica, Francesca Romana Tiberi. Si tratta di un vero e proprio motore di ricerca degli infedeli (con tanto di foto segnaletica). Ad alimentarlo le vittime, le persone prese-amate-ingannate-abbandonate.
Avete un nuovo compagno di cui volete verificare le credenziali? Oppure, quello storico comincia a darvi da pensare? Inserite il suo nome, il suo cognome e la città in cui vive e… puff: scoprite se è già stato archiviato. Mi raccomando, occhio agli omonimi!
Il principio (giustamente un po’ cinico) su cui si basa questa specie di Google dei fedifraghi è molto semplice: il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Ma anche: la vendetta è un piatto che va servito freddo. Immaginate: scoprite di frequentare un equilibrista che passa da un letto all’altro. Perché lasciarlo e basta? Perché non fargliela pagare? Andate su Chetareville e lo registrate. L’effetto è un po’ quello delle locandine “wanted” per i ricercati.
Alcuni blogger dicono che, a breve, su Cheaterville si potranno anche fare geosearch, ovvero ricerche per mappe che individuano i luoghi dove si mettono le corna.
E, a quel punto, la caccia alle streghe e agli stregoni infedeli sarà davvero completa.

Categorie: Hi-newsMeno male che ci sei

Simone Favarindi Simone Favarin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Consiglio: leggete questo articolo ascoltando With You I’m Born Again di Billy Preston & Syreeta Wright

 

 

Segnatevi questo sito: www.insideoutproject.net. Si tratta del progetto web di JR. Lo conoscete? È un artista di strada francesce, diventato – giovanissimo – icona della street art globale. Ormai quattro anni fa, durante le proteste nelle periferie parigine, è sceso in strada con una macchina fotografica e un obiettivo da 28 millimetri, adatto a scattare immagini da distanze ravvicinate. Poco tempo dopo, al centro della capitale, ha esposto gigantografie che ritraevano i volti degli abitanti delle aree marginali. E, così, ha conquistato il palcoscenico internazionale. Con la sua arte, incide sul mondo, prova a cambiarlo.
Ma l’arte può cambiarlo davvero? Credo non esista domanda più gettonata. Allora, guardate qui: Il desiderio di JR al Premio TED: l’arte può girare il mondo al contrario.
E, poi, tornate sul sito di JR, che recita: INSIDE OUT is a large-scale participatory art project that transforms messages of personal identity into pieces of artistic work. Upload a portrait. Receive a poster. Paste it for the world to see.
Vederlo per crederci.
La rete non è una cosa meravigliosa?

 

 

Altre voci dal web anche su:
www.needful-things.it
http://twitter.com/needful_tweet
http://www.facebook.com/pages/Needful-Things/183130818410210
http://www.youtube.com/needfulthingstv

Categorie: Needful things

Marilena Porfiridi Marilena Porfiri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Più di cinque milioni di utenti, 100 milioni di foto scattate, 860.000 caricamenti e condivisioni al giorno, 2.500 applicazioni. No, non sto dando i numeri! Sto solo inquadrando il fenomeno Instagr.am, una delle app per mobile più in voga, che vi consente di scattare istantanee con una varietà di filtri fotografici, lenti ed effetti, e di condividerle in tempo reale con tutti i vostri contatti social. I pochi che ancora non la conoscono staranno pensando: tutto qui? Già! Eppure Instagr.am ha letteralmente conquistato gli internauti, proprio grazie alla sua semplicità e, come ogni fenomeno del web, al passaparola.

E, allora, è Instagr.am-mania! Tanto che stanno nascendo centinaia di altre applicazioni collegate. Fra le mie preferite c’è Followgram.me, per avere una vanity url personale. In sostanza, vi permette di creare un follow button che punta al vostro profilo su Instagr.am e che può essere incorporato in qualsiasi sito. Risultato: potete creare una pagina personale con una vanity url, appunto, tipo followgram.me/username, per condividere più facilmente i vostri Instascatti.
Mi piace anche StickyGram, per trasformarli in magneti da appendere.
L’idea è di Keija Zhu e Mint Digital, obiettivo: “create physical objects from the web. Bringing Instagram into the real world turned out to be an idea that excited people”. Anch’io trovo che portare la rete nel styckygramreale e il reale nella rete sia tanto eccitante quanto efficace. Ecco perché ho già ordinato il mio pacchetto di StickyGram. Tra l’altro, assicurano che i magneti vengono recapitati in piccoli pacchetti, che entrano nella buca della posta e non richiedono firme alla consegna. Vi saprò dire prestissimo!

Categorie: Meno male che ci seiWhat'(s) App

Simone Favarindi Simone Favarin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Consiglio: leggete questo articolo ascoltando Japan dei Ghosts

 

 

Oggi mi sento proprio un piccolo principe! E, infatti, mi affido al mio maggiordomo di fiducia.

 

 

Trova tutto, mi rende la vita più semplice e… ama il mio Mac.
Indovinate come si chiama? Alfred, ovvio. Come il maggiordomo di Batman.
Alfred è un’applicazione pensata apposta per aumentare la produttività e risparmiare il tempo che si perde normalmente cercando elementi sul computer o sul Web. Funziona come una specie di launcher molto potenziato: permette di aprire file, cartelle, preferiti, contatti e musica senza dovervi ricordare dove li avete salvati; avviare qualsiasi applicazione del pc attraverso un rapido shortcut, perché Alfred impara quali applicazioni utilizzate più frequentemente e le fa comparire tra i primi risultati delle vostre ricerche; lanciare i vostri siti internet preferiti; e tanto altro ancora.
Senza contare che è il maggiordomo più economico che conosca: Alfred è gratuito. Se, poi, volete che sia ancora più efficiente, vi basta concedergli una “paghetta” di 12 sterline.
Scusate, devo aprire Photoshop adesso… Alfred, dove sei?

 

 

Voci dalla rete anche su:
www.needful-things.it
http://twitter.com/needful_tweet
http://www.facebook.com/pages/Needful-Things/183130818410210
http://www.youtube.com/needfulthingstv

 

 

Categorie: Needful things

Marilena Porfiridi Marilena Porfiri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se pensate che Facebook, Foursquare e Twitter servano solo a ritrovare i vecchi amici o far sapere a tutti cosa state facendo e dove, vi sbagliate di grosso. Provate a usarli in modo alternativo. Io, per esempio, ho imparato a sfruttarli per ricordarmi indirizzi o avere news DAVVERO in anteprima. Volete qualche suggerimento? Sceglieteli per fare “social shopping 3.0″.
Foursquare
In rete cercate dove comprare cosa? Ma, come ricordate gli indirizzi dei negozi? Fate come me: collegatevi a Foursquare, individuate il posto, cliccate su “add venue”, inserite la scheda e quindi date il comando “aggiungo alla to do list”. Quando siete in giro per acquisti, non dovete far altro che controllare il vostro elenco e visualizzare i vosti praticissimi reminder con mappa incorporata.
Facebook
Usate la fan page “customer generated”: è il modo migliore per avere informazioni in anteprima sui vostri marchi preferiti. Aprite voi stessi una pagina “non ufficiale” in attesa che… i brand si diano una mossa! Questa pagina diventa un punto di raccolta di anticipazioni, info sulla reperibilità dei prodotti più introvabili, date di uscita…
Per trovare ispirazione, buttate un occhio alla fan page della linea di cosmetici “Inglot Roma” e del marchio di scarpe “Victoria shoes Roma”, dove scoprite molto prima (che escano i comunicati stampa) nuove location, giorni di apertura…
RetailMeNow and co.

Ormai la maggior parte degli store on line offre sconti e promozioni, anche solo per periodi limitati o dopo il primo acquisto. Se ve li perdete, non vi preoccupate: potete recuperarli. Grazie a una fitta rete di community, che stanno proliferando come funghi, dove, inserendo il nome della marca, è possibile accedere gratuitamente alla lista dei cosiddetti codici di sconto attivi, dei vecchi coupon. Basta copiarli e incollarli. Io ho provato RetailMeNot e si risparmia davvero!

Categorie: Social Life

Simone Favarindi Simone Favarin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Consiglio: leggete questo articolo ascoltando Play That Funky Music di Wild Cherry

 

 

In this millennium you are what you watch (Peter Gabriel)

 

Pensate a un vostro ricordo o a qualcosa che vi ha colpito: l’ultima cena con il vostro gruppo di super amici, le vetrine di un nuovo negozio in centro… Ci state pensando davvero? Sì? E, allora, le immagini vi scorrono nella mente. Una via l’altra, ma come se facessero tutte parte di un’unica visione.
Sappiate che c’è un’app che vi permette di sbirciare tra le foto dei vostri contatti su Fb proprio così. Lo so, non è chiarissimo. Ma adesso vi spiego meglio. Intanto, l’applicazione in questione si chiama Pixable Photo Feed.

 

 

Ed ecco cosa promette: Browse through feeds of photos customized to your taste and connections.
L’ho provata. La promessa è mantenuta.
Andate sul sito oppure scaricate l’applicazione direttamente dall’iTunes Store. Connettetevi tramite il vostro account Facebook e, tempo pochi secondi, potete avere tutti gli scatti dei vostri amici in un’unica singola pagina. In pratica, è come sfogliare gli album digitali del proprio computer da un programma come Picasa. Più comodo di così!

Categorie: Needful things

Vi siete appena abituati a e-coupon, gruppi d’acquisto e offerte a tempo? Ecco, dimenticateveli. O, perlomeno, non prendeteci troppo gusto. Sembra, infatti, che stia per arrivare un’altra rivoluzione nel mondo dello shopping on line. A innescarla due startupper italiani, supportati da investitori internazionali, che prima di altri hanno trovato il modo di sfruttare la merce più richiesta in rete e cioè i dati degli utenti: abitudini, gusti, passioni, convinzioni politiche e anche preferenze sessuali. Ecco cosa si sono inventati: un sistema di pagamento che permette di contrattare sul costo in cambio di info personali. L’hanno battezzato Madai.

Madai - social shoppingIn pratica, volete acquistare un iPad 2? Andate sul sito della Apple o su un qualsiasi sito di e-commerce di gadget tecnologici che abbia l’apposito widget Madai. Per portarlo a casa a un prezzo inferiore a quello di listino, basta rispondere a una serie di domande. Più risposte, più sconto. Una specie di percorso a tappe per riuscire a risparmiare il più possibile sulla tansazione finale. Facile, vero?

Tra i tecno-blogger non si parla d’altro da qualche giorno. Tutti a discutere sull’impatto di Madai. E la cosa – confesso – mi fa un po’ sorridere. Pensateci: se fossero proprio quelle persone che hanno fatto della privacy sui social network una personalissima crociata a cadere in tentazione e lasciare i loro dati pur di ottenere un bel ribasso? Del resto, che cosa non si farebbe pur di conquistare l’oggetto dei desideri in super saldo?

 

Categorie: Hi-news

Un po’ annoiata dai social più generalisti (non si parla d’altro che di Google Plus e dell’attacco che Mountain View ha sferrato ai big del settore), mi sto dando al vertical networking. Invece di crearmi nuovi contatti su Facebook e Twitter, mi iscrivo alle piattaforme mono-tematiche o, appunto, verticali, che si rivolgono a gruppi più ristretti di internauti, ma con profili e interessi ben definiti: la musica, il cinema, la moda, gli animali, le automobili…
Tra le più divertenti, ho scoperto www.weloveglasses.com.


weloveglasses.comÈ una rete sociale tutta italiana dedicata agli amanti degli occhiali da sole
, che sta raccogliendo consensi in tutto il mondo; una specie di Flickr, ma più… specializzato: si possono pubblicare, infatti, solo ed esclusivamente foto di persone che indossano montature di ogni forma e colore. E poi commentarle, votarle…
La procedura è molto semplice: dopo essersi loggati, basta cliccare su “send your pic”, compilare la descrizione dello scatto (anche per ritrovarlo più facilmente in un secondo momento), caricarlo dalla gallery con “select your photo” e inviarlo. A questo punto, per verificare che l’utente sia reale, si riceve una mail all’indirizzo della registrazione con un link da seguire e il gioco è fatto.

 

L’idea è di Fabrizio Tucci, web designer. «Stavo provando degli occhiali nuovi in un negozio e, nell’indecisione, mi sarebbe piaciuto avere il parere degli amici… Una volta a casa, per curiosità, ho cercato siti dedicati a lenti e montature. Non trovandone di interessanti, ho deciso di crearne uno che favorissse la condivisione di opinioni». L’idea è stata apprezzata da Marco Bono, programmatore; Matteo Sassano, web editor; Matteo Graser, graphic designer. Tanto che hanno deciso di sostenere il progetto.

 

Io vorrei postare quest’immagine.

Chiara Oltolini + Gleeden.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Che ne dite? Me l’hanno fatta in redazione, dopo aver ricevuto un modello simil-Rayban firmato Gleeden.com, il sito più famoso di tradimenti extraconiugali.

Categorie: Social Life